Per noi il corpo è molto più di uno strumento o di un mezzo;è la nostra espressione nel mondo, la forma visiva delle nostre intenzioni. Non è all'oggetto fisico che il corpo può essere paragonato, quanto piuttosto all'opera d'arte. MAURICE MERLEAU-PONTY

Il primo Freud

Nel 1886 Freud, neurologo, apre uno studio per malattie nervose.

Lo attende subito un problema: la maggior parte dei pazienti sono i cosiddetti nevrastenici ed isterici. Essi presentano sintomi che non possono essere fatti risalire ad una lesione organica del sistema nervoso.

La scienza dell’epoca non guardava con molto favore a questo tipo di malati. La maggior parte delle volte erano accusati di essere dei simulatori; oppure, specie nel caso dei pazienti ricchi, si metteva in atto una sequenza di tecniche terapeutiche che non avevano esiti molto brillanti.

Posto di fronte a questa situazione, Freud dapprima ricorre all’armamentario dell’epoca: riposo,  tranquillità, docce, terapie ingrassanti, bagni termali e, come ultimo tentativo, l’elettroterapia. Il termine non inganni, non si tratta dell’elettroshock scoperto molto più tardi, ma di una stimolazione elettrica locale della pelle e dei muscoli, a bassissimo voltaggio.

Ben presto Freud deve arrendersi all’evidenza che questi metodi o non hanno alcun effetto o, se ne hanno qualcuno, esso è dovuto ad un effetto suggestivo esercitato dal medico.
A questo punto il problema diventa: trovare una terapia adatta a questo tipo speciale di pazienti. Per far questo è necessario formulare un’ipotesi esplicativa più idonea di quella della simulazione.
Per fortuna qualcosa si sta muovendo. Un primo passo in questa direzione è il lavoro in Germania dello psichiatra Kraepelin che fa una prima classificazione delle malattie mentali.

Per prima cosa Kraepelin costruisce delle sindromi precise collegando i sintomi tra di loro, inoltre differenzia i quadri clinici l’uno dall’altro.
Dietro questo lavoro c’è la convinzione che ogni sindrome ha un significato univoco e che la malattia mentale deve avere un senso e quindi sia comprensibile.
Ma tutto questo non è ancora sufficiente, e Freud si rivolge alla psichiatria francese.

Qualche tempo prima di aprire il suo studio Freud, tramite una borsa di studio, ha trascorso circa quattro mesi a Parigi nella famosa clinica per malattie nervose Salpetrière, guidata da Charcot, l’illustre erede della psichiatria dinamica francese del ‘700 e ‘800.

Per capire Charcot dobbiamo risalire a Mesmer, l’inventore del magnetismo animale.
Secondo Mesmer esiste un fluido fisico nell’universo e nell’uomo, la cui distribuzione disarmonica provoca malattie. La cura doveva consistere  nell’applicazione di magneti.
Il fenomeno del mesmerismo assume vaste proporzioni, si verificano  fenomeni da baraccone, c’è un’inchiesta pubblica, e le guarigioni vengono definite frutto di immaginazione.

A questo punto  Puységur rifiuta la teoria del fluido e comincia a parlare di  suggestione.
Braid
  definisce tali fenomeni ipnotici,interpretandoli in chiave fisiologica.

Nel secondo ‘800 Liébault, un medico di campagna, cura gratis mediante la suggestione.
Poco dopo Bernheim, ne riprende le idee inserendole nella cultura medica ufficiale e sancisce la spiegazione  dei fenomeni ipnotici come effetto della suggestione. Stavolta però in chiave esclusivamente psicologica.
Ma torniamo finalmente a Charcot.
Ricordiamo brevemente le concezioni dell’epoca sull’isteria: a) l’isteria è un’irritazione degli organi sessuali femminili da curarsi con pressione delle ovaie, impacchi di ghiaccio e interventi chirurgici sulla clitoride;
b) l’isteria è immaginaria, è una finzione delle donne.
Charcot respinge la concezione tradizionale ed eleva a dignità di oggetto scientifico sia l’isteria che l’ipnosi. Egli  è l’inventore del concetto di isteria traumatica.

Erano relativamente frequenti all’epoca gli incidenti ferroviari, in seguito ai quali si verificavano delle paralisi, ossia delle lesioni organiche del sistema nervoso.
A volte però accadeva che, in seguito all’incidente,pur in assenza di un  trauma organico il paziente presentasse la paralisi di un arto.

Charcot dimostra che le paralisi isteriche post-traumatiche sono dovute ad uno shock psichico.
In altri termini: è un’idea che provoca i sintomi della nevrosi.
Per provarlo egli scatena con la suggestione, in stato d’ipnosi o di veglia, delle paralisi artificiali che fa poi regredire.

In sintesi come spiega Charcot l’isteria?
1) il trauma induce uno stato ipnotico durante il quale opera l’autosuggestione;
2) lesione funzionale (non organica) del sistema nervoso, che si sviluppa su una base ereditaria.

La concezione di Charcot è molto avanzata per i tempi, Freud tuttavia la corregge riducendo progressivamente il ruolo dell’ereditarietà, e parlando esclusivamente di trauma psichico, che poi specifica essere di natura sessuale.

Qualcun altro intanto a Vienna ha fatto esperimenti con l’ipnotismo: Joseph Breuer, uno stimato medico e vecchio amico di Freud, che nel 1882 gli aveva parlato di un interessante caso di isteria.

Il caso di Anna O.
Un’intelligente e colta giovane donna dell’alta borghesia viennese ha assistito giorno e notte il padre ammalato.
Alla fine  crolla, presentando vari sintomi: tosse nervosa, disturbi della vista e del linguaggio, paralisi e contratture varie, anoressia, allucinazioni e stati alternati di coscienza.
La sera cade in una specie di torpore e mormora delle parole tra sé.

Breuer convince la paziente a narrargli il contenuto delle sue allucinazioni. Da allora ogni volta che la paziente riesce a risalire in questo modo all’evento che ha scatenato il sintomo, esce dal torpore e il sintomo si risolve.
La paziente battezza questo metodo cura parlata o pulitura del camino.
Questa tecnica, chiamata da Breuer metodo catartico, permette al medico, nei mesi seguenti, di far sparire i sintomi di Anna , finché una notte Breuer è chiamato al letto dell’ammalata che è in preda alle allucinazioni di un parto isterico.

Breuer interrompe bruscamente la cura, e parte da Vienna il giorno dopo per una seconda luna di miele con la moglie.

Durante il suo soggiorno a Parigi, Freud racconta il caso a Charcot che non si mostra interessato.
Per questo Freud non pensa di usare il metodo catartico fino al 1889.
Seguono alcuni anni di collaborazione tra Breuer e Freud, durante i quali vengono fatte molte importanti scoperte, riportate nel libro Studi sull’isteria (1892-95) scritto in collaborazione.

Freud e Breuer arrivano alla conclusione che l’isterico soffre di reminiscenze, ossia di ricordi dolorosi e spiacevoli di natura traumatica.
I ricordi traumatici sono patogeni: si ha qui la rivoluzionaria nozione che un agente esclusivamente psichico influisca sui processi fisici del corpo.
E’ vero che i ricordi traumatici sono sepolti nell’inconscio, ma di là rimangono una forza attiva che motiva il comportamento.

Poiché i ricordi inconsci non possono essere espressi, l’affetto che vi è connesso viene convertito nel sintomo dell’isteria attraverso un’operazione simbolica e un’innervazione somatica.
I sintomi spariscono se si verifica l’abreazione, ossia se il ricordo è non solo riportato alla coscienza, ma viene espresso insieme all’emozione che lo accompagnava quando si verificò un tempo l’originario avvenimento traumatico.

Ben presto Breuer e Freud cominciano ad essere in disaccordo su alcuni punti.
Uno di questi è costituito dal fatto che i ricordi rimossi sono principalmente di natura sessuale, e Breuer non ha voglia di seguire Freud su questa strada.
L’altro punto riguarda il meccanismo che rende inconsci i ricordi.
Secondo Breuer gli avvenimenti traumatici si verificano durante uno stato di coscienza alterato, che lui chiama ipnoide (di cui per Freud non c’era alcuna evidenza clinica).
In conseguenza di ciò i ricordi traumatici si dissociano dal resto della personalità.
Freud invece pensa che è proprio questa dissociazione dei ricordi dal resto della personalità a dover essere spiegata.

Si arriva così al concetto di difesa.
Durante i suoi tentativi di far parlare le pazienti per indurle a ricordare l’evento traumatico, Freud s’imbatte sistematicamente nel fenomeno della resistenza: era come se ci fosse una forza che impediva il riemergere di qualcosa che era stato una volta cosciente e poi allontanato.

Freud dunque arriva  all’ipotesi di un conflitto tra forze opposte (v. il futuro punto di vista dinamico): da un lato i ricordi traumatici di natura sessuale, e dall’altro l’Io o il resto della personalità, che per motivi morali o altro sente questi ricordi e sentimenti come estranei e ripugnanti.
C’è  quindi uno sforzo attivo per allontanare dalla coscienza questi ricordi (rimozione).
I ricordi però, lo abbiamo già visto, continuano ad agire nell’inconscio, producendo i sintomi.
Era necessario riportare a galla i ricordi, suscitando di nuovo anche le emozioni connesse, e dare una diversa soluzione al conflitto, questa volta in maniera cosciente.

L’accostamento delle due nozioni di sessualità e difesa costituisce la base per l’elaborazione di una psicopatologia generale (1894).
Punto di partenza è lo schema del funzionamento sessuale:
eccitamento somatico->soglia->traduzione psichica in desiderio sessuale->scarica ossia azione sessuale.

In questo ciclo vi sono varie possibilità d’intoppo.
Uno è costituito proprio dalla difesa psichica contro la sessualità: l’eccitamento sessuale si è tradotto in desiderio, ma è proprio questo desiderio a venir censurato dalla coscienza.

Le varie nevrosi sono l’esito di una specifica modalità di difesa (v. schema seguente).
Il sintomo è  il risultato di un compromesso tra due forze in lotta, da notare che lo stesso schema esplicativo sarà applicato anche al sogno.

Un altro intoppo può avvenire prima della soglia e impedendo all’eccitamento sessuale di diventare desiderio psichico (v.teoria delle nevrosi attuali oggi abbandonata).

SCHEMA DELLE NEVROSI:

1- NEVROSI ATTUALI o disturbi somatici della funzione sessuale, da reperire in non idonee pratiche sessuali:

a) nevrastenia in cui il mancato accumulo di sessualità somatica, per masturbazione frequente, porta a carenza di libido psichica

b) nevrosi d’angoscia in cui l’eccessivo accumulo di sessualità somatica, per coito interrotto o simili, non permette una scarica adeguata; da ciò deriva un ingorgo libidico  che impedisce l’elaborazione psichica della tensione sessuale.

L’angoscia appare per trasformazione dell’eccitamento sessuale somatico.
L’angoscia può subire un’elaborazione psichica spuria (razionalizzazione) diventando fobia (paura di qualcosa).

2-PSICONEVROSI o disturbi psichici della sessualità (da reperire nel passato del paziente) = difesa.
La funzione della difesa è di evitare il dispiacere, il meccanismo si compie in due fasi:
a) separazione dell’affetto dalla rappresentazione o idea (v. futuro schema della pulsione = affetto + rappresentazione)
b) meccanismi specifici – verso la rappresentazione:
rimozione (della rappresentazione indebolita ossia privata dell’affetto o energia) – verso l’affetto:
conversione (v. isteria ossia libido ritrasformata in innervazioni somatiche)

spostamento(nevrosi ossessiva)

Riguardo poi alla natura più specifica dei ricordi traumatici sessuali, Freud dal 1893 al 1897 propone la famosa teoria della seduzione: i ricordi rimossi quasi sempre rivelano seduzione o molestie sessuali da parte di un genitore o di un adulto.
Questo evento opera in modo ritardato, ossia diviene attivo producendo sintomi al momento della maturazione puberale, in conseguenza di un trauma accidentale che si ricollega a quello primitivo.

Nel frattempo Freud ha quasi rinunciato all’ipnosi e opera attraverso la suggestione e la pressione delle mani sulla fronte.

La tecnica di Freud merita una piccola digressione.
Freud comincia usando l’ipnosi. All’inizio per inibire direttamente i sintomi. Poi, vistane l’insufficienza terapeutica dal momento che i sintomi si ripresentavano, la usa a scopo conoscitivo per risalire ai ricordi.
Passa poi alla suggestione, e poi le abbandona entrambe in quanto celavano la resistenza, passando alla definitiva tecnica delle associazioni libere.
Questi passaggi sono favoriti dai suggerimenti e dalle osservazioni degli stessi pazienti.

Freud diviene sempre più consapevole del ruolo suggestivo esercitato dal medico riguardo alla produzione dei ricordi e delle associazioni nei pazienti, e comincia a nutrire seri dubbi sull’ipotesi della seduzione. Anche perché era veramente difficile credere ad una tale diffusione delle perversioni verso i bambini.

Freud scrive all’amico Fliess di non credere più ai suoi nevrotici.
Si è reso conto che i racconti dei suoi pazienti non sono fatti realmente accaduti e indesiderati, anche se non sono vere e proprie bugie.
Sono invece fantasie connesse con qualcosa che il paziente aveva desiderato ma che non era in realtà avvenuto. Si tratta di desideri che il soggetto non può accettare coscientemente e che quindi vengono rimossi, tranne poi ad essere parzialmente gratificati attraverso il sintomo.

Tuttavia lo scossone finale alla teoria della seduzione viene a Freud dall’ autoanalisi che egli porta avanti insieme al lavoro sui pazienti.
Nella stessa lettera a Fliess Freud scrive: Ho trovato amore per la madre e odio per il padre anche nel mio caso, ed ora ritengo che questo sia un fenomeno generale della prima infanzia.

L’abbandono della teoria della seduzione, con il passaggio dalla realtà alla fantasia nei racconti dei nevrotici, permette a Freud di formulare il concetto di sessualità infantile e di complesso di Edipo (ma di questo parleremo meglio quando affronteremo i Tre Saggi).
La domanda diventava allora: cos’è che produce le fantasie?

Riepilogo

– problema di partenza = spiegare l’origine dell’isteria:

1) causa ideogena (Charcot) = un’idea traumatica mantenuta in uno stato alterato di coscienza produce i sintomi isterici;

2) dopo il 1890 = Freud precisa che le idee traumatiche si riferiscono ad eventi sessuali;

3) concetto di difesa: il paziente rifiuta le idee sessuali, e questo rifiuto le rende  patogene;

4) i ricordi sessuali risalgono all’infanzia (seduzione che opera in due fasi);

5) l’abbandono della teoria della seduzione lo porta a valorizzare il ruolo dei desideri e delle fantasie sessuali (create dallo stesso soggetto e non subite passivamente com’era per il trauma).

– Gli ultimi due punti confluiranno nella futura teoria della libido.

Le due teorie

Dopo il piano clinico (studio delle motivazioni, intenzioni) che si riferisce alla ricostruzione della storia della nevrosi del paziente, Freud si pone un altro tipo di problema, ossia quello di spiegare il meccanismo che all’interno del paziente produce il comportamento nevrotico.
Qui Freud non è più il clinico, ma lo scienziato che vuol vedere dentro quello che lui chiama apparato psichico (studio delle cause).

Si tratta sia del cervello che della mente.

Come arriva a questo punto?

Già in Charcot c’erano i due piani: la lesione funzionale del sistema nervoso, e la patologia della rappresentazione traumatica, come spiegazione del meccanismo dei sintomi.

In riferimento a ciò Freud propone la sua formula fisiopatologica generale, secondo la quale la nevrosi è prodotta non da lesioni anatomiche ma da una disfunzione fisiologica interessante la distribuzione dell’energia nel sistema nervoso.

Quindi dal punto di vista di quella che lui considerava la spiegazione scientifica della nevrosi, Freud correla la patologia della rappresentazione con la patologia del sistema nervoso, ossia si propone di costruire una teoria neurofisiologica dei fenomeni psichici.

Ciò è in linea con le correnti scientifiche e filosofiche dominanti nella seconda metà dell’800.
Vedi la reazione della scuola fisicalista di Berlino (Helmholtz-Brucke, Du Boi-Reymond) al vitalismo filosofico e biologico, e il tentativo di unificare tutte le scienze sulla base del principio fisico di conservazione dell’energia. Quindi anche la fisiologia doveva essere spiegata in base ad una struttura fisica e ad un concetto di energia nervosa.

E’ esattamente quello che fa Freud nel Progetto (1895) che è il primo testo di metapsicologia.
Qui Freud per spiegare il meccanismo dell’isteria  propone una teoria del sistema nervoso come apparato energetico i cui elementi sono i neuroni e l’energia, e il cui principio di funzionamento è lo stesso dei sistemi fisici, in cui valgono le leggi di conservazione dell’energia.
Su queste basi Freud produce una teoria del funzionamento normale e patologico.

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE

SIGMUND FREUD, Introduzione alla psicoanalisi, Boringhieri

”            ”       Caso clinico del piccolo Hans, Boringhieri (il primo caso di psicoterapia infantile).

ELLENBERGER, La scoperta dell’inconscio, Boringhieri

MARTHE ROBERT,La rivoluzione psicoanalitica, Boringhieri

E.ZETZEL e W.W.MEISSNER, Psichiatria psicoanalitica, Boringhieri

CHARLES BRENNER, Breve corso di psicoanalisi, Martinelli.

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