Per noi il corpo è molto più di uno strumento o di un mezzo;è la nostra espressione nel mondo, la forma visiva delle nostre intenzioni. Non è all'oggetto fisico che il corpo può essere paragonato, quanto piuttosto all'opera d'arte. MAURICE MERLEAU-PONTY

Franco Battiato – Il sentimiento nuevo – 1981

Il sentimiento non è poi così nuevo se ci fa sempre perdere la testa come fosse la prima volta.

Sai cosa vuol dire Battiato con il verso “il senso del possesso che fu pre-alessandrino“?

Il verso alessandrino si chiama così perché è la forma metrica usata per scrivere il Romans d’Alexandre, un poema mitologico francese sulla vita e le gesta di Alessandro Magno. Quel verso ebbe molto successo nella poesia italiana del duecento, avanguardia del Dolce Stil Novo, movimento poetico in cui la persona amata è vista come una divinità, come qualcosa di sacro e inafferrabile. L’amante stilnovista non desidera possedere la sua amata, non osa nemmeno pensarlo: tutto ciò che vuole fare è contemplarla e struggersi. Insomma con lo Stil Novo, e quindi con il verso alessandrino, il senso del possesso cessa di esistere.

Quindi, quale è il senso del possesso pre-alessandrino, quello della cultura greca libera e sensuale, prima dell’avvento della cultura sociale ed estetizzante? Il senso è l’esaltazione dell’eros, del coinvolgimento folle (le sirene di Ulisse) nel momento in cui i due corpi si fondono e diventano uno (ed è bellissimo perdersi in questo incantesimo). Perché l’amore e la poesia – quelli veri, che vivono – passano attraverso due menti e due corpi uniti dal piacere, dal sudore e dalla meraviglia del sesso … . Insomma, è un sentimento istintivo – quasi brutale – nei confronti dell’oggetto del proprio desiderio, quello di Battiato invita a riappropriarsi.

desideri mitici di prostitute libiche: che si riferisse alle Mille e Una Notte?

il senso del possesso che fu pre-alessandrino: Il verso alessandrino fosse chiamato così perché è la forma metrica che venne usata per scrivere il Romans d’Alexandre, un poema mitologico francese sulla vita e le gesta di Alessandro Magno. E quel verso ebbe molto successo sia nella poesia spagnola che in quella italiana del duecento, soprattutto tra i poeti della scuola siciliana.Ora, questa scuola siciliana era l’avanguardia del Dolce Stil Novo, movimento poetico in cui la donna amata era vista come una divinità, come qualcosa di sacro e inafferrabile.
L’amante stilnovista non desiderava possedere la sua amata, o meglio non osava nemmeno pensarlo. Tutto ciò che voleva fare era contemplarla e struggersi.
Insomma dallo Stil Novo, e quindi dal verso alessandrino, il senso del possesso cessa di esistere.Ecco perchè è pre-alessandrino.

la tua voce come il coro delle sirene d’Ulisse m’incatena: qui non servono commenti. L’episodio dove Ulisse fa prima tappare le orecchie all’equipaggio della nave con la cera, e poi si fa incatenare all’albero della nave per poter ascoltare l’irresistibile canto delle sirene (i leggendari mostri che gli sussurrano: «Vieni, siamo tua moglie e tuo figlio, siamo noi la patria e la pace) senza essere trascitato a morire sugli scogli è rinomato.
Da notare anche lo scambio di ruoli: Nel racconto, il canto delle sirene attrae i marinai sugli scogli, non l’incatena…

lo shivaismo tantrico di stile dionisiaco: ora lo shivaismo è una corrente dell’Induismo che riconosce Shiva come Dio supremo.
Tantra o Tantrismo indica un particolare genere di insegnamenti spirituali e tradizioni esoteriche originatosi nelle religioni indiane; termine collegato quindi allo shivaismo, corrente appunto, induista.
Spirito dionisiaco è un termine impiegato da Nietzsche per descrivere l’impulso alla vita presente in tutti gli individui. Sulla scorta del pessimismo, Nietzsche ammette la negatività e la caducità di fondo dell’ esistenza, ma propone come soluzione l’accettazione senza remore e l’abbandono completo al flusso della vita. Essa è incomprensibile, è un “continuo e meccanico generare e distruggere”, senza che l’ uomo possa comprenderne il senso. Il termine dionisiaco deriva dalla figura del dio greco Dioniso (Bacco) il quale impersonava i concetti di ebbrezza e sregolatezza, incarnando in sintesi i caratteri della passionalità e dell’abbandono presenti in ogni essere umano.

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