Per noi il corpo è molto più di uno strumento o di un mezzo;è la nostra espressione nel mondo, la forma visiva delle nostre intenzioni. Non è all'oggetto fisico che il corpo può essere paragonato, quanto piuttosto all'opera d'arte. MAURICE MERLEAU-PONTY

Bertrand Russell – Matrimonio e felicità –

Bertrand Russell

Bertrand Russell

“ Se ci guardiamo intorno, nel mondo attuale, e ci domandiamo quali condizioni siano necessarie per la felicità, o l’infelicità, del matrimonio, giungiamo a una curiosa conclusione: i popoli più civili sono i meno capaci di realizzare una felicità duratura con un’unica compagna. Si dice che i contadini irlandesi, sebbene fino a poco tempo fa tra loro i matrimoni fossero decisi dai genitori, siano una delle popolazioni felici e virtuose nella vita coniugale. In generale, può dirsi che il matrimonio è più felice dove meno esiste una differenziazione tra le persone umane. Quando un uomo è di poco diverso da un altro, e una donna dalle altre donne, non vi è una ragione particolare per rammaricarsi di aver sposato l’uno piuttosto dell’altro. Ma gente con gusti, scopi e interessi multiformi, è portata a desiderare una similarità nel proprio compagno e sarà quindi delusa e insoddisfatta nell’accorgersi di avere assai meno di quanto avrebbe potuto avere. La Chiesa, la quale tende a considerare il matrimonio soltanto dal punto di vista sessuale, non vede perché un compagno non vada bene come un altro, e può perciò difendere l’indissolubilità del matrimonio senza rendersi conto dei gravi danni che spesso ne provengono.
Altra condizione favorevole alla felicità nel matrimonio è la scarsità di donne senza un padrone, e la mancanza di occasioni, per uomini sposati, di incontrarsi nel loro stesso ambiente con donne per bene libere di sé. Se non vi sono possibilità di relazioni sessuali con altre donne al di fuori della propria moglie, quasi tutti gli uomini vorranno trarre il più possibile dalla situazione per renderla, salvo casi anormalmente cattivi, accettabile. La stessa cosa accade per le donne, specie se non si erano illuse di trovare nel matrimonio la felicità. Il matrimonio insomma può essere abbastanza felice soltanto se nessuna delle due parti pretende di trovarvi una grande felicità.”
BERTRAND RUSSELL (1872 – 1970), “Matrimonio e morale” (1929), pref. di Piergiorgio Odifreddi, trad. di Gianna Tornabuoni, TEA, Torino 2009 (I ed. Longanesi, Milano 1049), 10 ‘Matrimonio’, pp. 127 – 128.

“ When we look round the world at the present day and ask ourselves what conditions seem on the whole to make for happiness in marriage and what for unhappiness, we are driven to a some what curious conclusion: that the more civilised people become the less capable they seem of life long happiness with one partner. Irish peasants, although until recent times marriages were decided by the parents, were said by those who ought to know them to be on the whole happy and virtuous in their conjugal life. In general, marriage is easiest where people are least differentiated. When a man differs little from other men, and a woman differs little from other women, there is no particular reason to regret not having married someone else. But people with multifarious taste sand pursuits and interests will be apt to desire congeniality in their partners, and to feel dissatisfied when they find that they have secured less of it than they might have obtained. The Church, which tends to view marriage solely from the point of view of sex, sees no reason why one partner should not do just as well as another, and can therefore uphold the indissolubility of marriage without realising the hardship that this often involves. Another condition which makes for happiness in marriage is paucity of unowned women and absence of social occasions when married men meet respectable women. If there is no possibility of sexual relations with any woman other than one’s wife, most men will make the best of the situation, and, except in abnormally bad cases, will find it quite tolerable. The same thing applies to wives, especially if they never imagine that marriage should bring much happiness. That is to say, a marriage is likely to be what is called happy if neither party ever expected to get much happiness out of it.”
BERTRAND RUSSELL, “Marriage and morals”, introduction (I d. 1995) by John. G. Slator, Routledge, Abingdon-on-Thames-Oxford 2009 (George Allen & Unwin, London 1929), ‘Marriage”, 10 ‘The marriage’, pp. 83 – 84

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