Per noi il corpo è molto più di uno strumento o di un mezzo;è la nostra espressione nel mondo, la forma visiva delle nostre intenzioni. Non è all'oggetto fisico che il corpo può essere paragonato, quanto piuttosto all'opera d'arte. MAURICE MERLEAU-PONTY

La poesia che inventò la psichedelia: Humphry Osmond

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Rintracciare i legami tra psichedelici e letteratura porta a strane scoperte. Il nome stesso psichedelia ha origine da una piccola poesia dello psichiatra inglese Humphry Osmond, datata 1957. Osmond era convinto che sperimentazioni con vari allucinogeni – ed in particolare con la sostanza sintetizzata da Albert Hoffman nel 1938 e conosciuta con il nome di LSD25 – fosse in grado di riprodurre gli effetti della schizofrenia sul cervello umano: “Gli schizofrenici sono soli perchè non possono far conoscere ai loro compagni cosa gli sta succedendo e quindi vengono isolati. Sono convinto che l’LSD-25, usata come psico-mimetico, ci permetta di studiare questi problemi comunicativi dall’interno e sviluppare nuove teorie sul funzionamento della nostra psiche”.

Osmond era anche convinto che l’uso di sostanze psicoattive potesse essere utile a svelare il modo in cui la mente si relaziona al mondo circostante, aprendo anche alla possibilità di inventare nuovi modelli relazionali, nuove forme di percezione e, quindi, una nuova arte ed una nuova poesia. Osmond era alla ricerca di un nome in grado di evocare gli effetti dell’acido lisergico, per questo si mise in contatto con lo scrittore americano Aldous Huxley, tramite un amico commune. Così nel 1953 Osmond fece visita a Huxley, convincendolo a sottoporsi all’acido. Qualche settimana più tardi Huxley mandò una lettera all’amico in cui proponeva il termine “phanerothyme”, dal Greco “mostrare” e “spirito”, includendo una rima:  “To make this mundane world sublime/Take half a gram of phanerothyme”. [Per rendere sublime questo banale mondo, prendi mezzo grammo di fanerotima]. In tutta risposta, Osmond propose il termine “psychedelic”, letteralmente “che mette a nudo la psiche”, offrendo anche la prima poesiola psichedelica in cui appare il neologismo: “To fathom Hell or soar angelic/Just take a pinch of psychedelic”. La lesse per la prima volta di fronte al dotto pubblico della  New York Academy of Sciences nel 1957, con un discreto successo.

Fonte: Finzioni Magazine

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