Per noi il corpo è molto più di uno strumento o di un mezzo;è la nostra espressione nel mondo, la forma visiva delle nostre intenzioni. Non è all'oggetto fisico che il corpo può essere paragonato, quanto piuttosto all'opera d'arte. MAURICE MERLEAU-PONTY

Carl Gustav Jung – Sentimento è parola che ha bisogno di qualche spiegazione

Carl Gustav Jung

Carl Gustav Jung

“ Io cerco qui di fornire al lettore un rapido panorama delle prime impressioni da me provate quando cominciai a osservare le molte persone che si presentavano alla mia attenzione. Mi parve subito chiaro, tuttavia, che a usare la mente erano solo le persone che ‹pensavano›, cioè quelle che applicavano le loro facoltà intellettuali nel tentativo di adattarsi alle altre persone e alle circostanze. Coloro che, pur essendo dotati della medesima intelligenza, non ne facevano uso, cercavano e trovavano la loro strada al livello del ‹sentimento›.
«Sentimento» è una parola che ha bisogno di qualche spiegazione. Per esempio c’è chi parla di «sentimento» quando è in gioco il «sentimentalismo» (corrispondente alla parola francese ‹sentiment›). Altri applicano la stessa parola per definire un’opinione: per esempio, una comunicazione della Casa Bianca può cominciare nel seguente modo: «Il Presidente sente…» Inoltre la parola può essere usata per esprimere una intuizione: «Io sentivo che…»
Quando io uso la parola «sentimento» in contrasto con «pensiero», mi riferisco a un giudizio di valore – per esempio: piacevole o spiacevole, buono o cattivo, e via dicendo. Secondo questa definizione, il sentimento non è un’emozione (che, come dice la parola, è involontaria). Il ‹sentimento›, come l’intendo io, è (come il pensiero) una funzione ‹razionale› (cioè imperativa), mentre l’intuizione è una funzione ‹irrazionale› (cioè percettiva). Nella misura in cui l’intuizione è una «impressione», essa non costituisce il prodotto di un atto volontario; essa è piuttosto un evento involontario, dipendente da diverse circostanze esterne o interne, che un vero e proprio atto di giudizio. L’intuizione assomiglia piuttosto alla percezione sensoriale, che è un evento altrettanto irrazionale nella misura in cui dipende essenzialmente da stimoli oggettivi fondati su cause fisiche e non mentali.
Questi quattro tipi funzionali corrispondono ai mezzi naturali tramite i quali la coscienza viene orientandosi nel corso dell’esperienza. La ‹sensazione› (cioè la percezione sensoriale) ci dice che qualcosa esiste; il ‹pensiero› ci mette al corrente di che cosa si tratta; il ‹sentimento› ci rivela se si tratta di una cosa più o meno piacevole; l’‹intuizione› ci fa capire la provenienza e il fine di essa.”
CARL GUSTAV JUNG (1875 – 1961) e Marie-Louise von Franz, Joseph L. Henderson, Jolande Jacobi, Aniela Jaffé, “L’uomo e i suoi simboli” (1964), coordinato da John Freeman, trad. di Roberto Tettucci, Tea, Milano 2011 (IX ristampa, I ed. Longanesi, Milano 1980), “Introduzione all’inconscio” (C.G. Jung), ‘Il problema dei tipi’, p. 43.

“ I am trying here to give the reader a glimpse of my own first impressions when I began to observe the many people I met. It soon became clear to me, however, that the people who used their minds were those who ‹thought› — that is, who applied their intellectual faculty in trying to adapt, themselves to people and circumstances. And the equally intelligent people who did not think were those who sought and found their way by ‹feeling›.
«Feeling» is a word that needs some explanation. For instance, one speaks of «feeling» when it is a matter of «sentiment» (corresponding to the French term ‹sentiment›). But one also applies the same word to define an opinion; for example, a communication from the White House may begin: «The President feels…»
Furthermore, the word may be used to express an intuition: «I had a feeling as if…»
When I use the word «feeling» in contrast to «thinking,» I refer to a judgment of value — for instance, agreeable or disagreeable, good or bad, and so on. Feeling according to this definition is not an emotion (which, as the word conveys, is involuntary). ‹Feeling› as I mean it is (like thinking) a rational (i.e. ordering) function, whereas intuition is an ‹irrational› (i.e. perceiving) function. In so far as intuition is a «hunch,» it is not the product of a voluntary act; it is rather an involuntary event, which depends upon different external or internal circumstances instead of an act of judgment. Intuition is more like a sense-perception, which is also an irrational event in so far as it depends essentially upon objective stimuli, which owe their existence to physical and not to mental causes.
These four functional types correspond to the obvious means by which consciousness obtains its orientation to experience. ‹Sensation› (i.e. sense-perception) tells you that something exists; ‹thinking› tells you what it is; ‹feeling› tells you whether it is agreeable or not; and ‹intuition› tells you whence it comes and where it is going.”
CARL GUSTAV JUNG (and M.-L. von Franz, Joseph L. Henderson, Jolande Jacobi, Aniela Jaffé Man and his symbols”, edition and introduction by John Freeman, Doubleday, New York 1988 (I ed. 1964), Part 1 ‘Approaching the unconscious’, ‘The problem of types’, p. 61.

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