Per noi il corpo è molto più di uno strumento o di un mezzo;è la nostra espressione nel mondo, la forma visiva delle nostre intenzioni. Non è all'oggetto fisico che il corpo può essere paragonato, quanto piuttosto all'opera d'arte. MAURICE MERLEAU-PONTY

Friedrich Wilhelm Nietzsche – Culto del sentimento al posto di quello della ragione

nietzsche“ La tendenza principale dei Tedeschi fu tutta diretta contro l’illuminismo e contro la rivoluzione della società, che, con un grossolano fraintendimento, era considerata una conseguenza di esso: la riverenza per tutto quanto ancora esisteva cercò di capovolgersi nella riverenza per tutto quanto era esistito, soltanto perché cuore e intelletto fossero ancora una volta ‹colmi› e non ci fosse in essi più spazio per mete future e rinnovatrici. Il culto del sentimento fu innalzato al posto di quello della ragione, e i musicisti tedeschi, in quanto artisti dell’invisibile, dell’irreale, del favoloso, del nostalgico-struggente, costruirono il nuovo tempio con maggior successo di tutti gli artisti della parola e del pensiero. Anche tenendo conto del fatto che si son dette e scovate nel particolare innumerevoli cose buone e che, da allora, molto è stato giudicato con maggior equità di quanto mai fosse avvenuto in passato: resta pur sempre da dire, della situazione nella sua totalità, che è stato un ‹pericolo generale› non trascurabile assoggettare al sentimento, sotto l’apparenza della piena e definitiva conoscenza del passato, la conoscenza in genere, e – per dirla con Kant, che così determinò il suo proprio compito – «aprire ancora una strada alla fede, coll’indicare al sapere i nuovi confini». Torniamo a respirare aria libera: è passata l’ora di questo pericolo! Ed è strano: proprio gli spiriti che così eloquentemente erano stati evocati dai tedeschi, a lungo andare sono divenuti quanto mai nocivi ai proponimenti dei loro evocatori, – la storia, la comprensione dell’origine e dello sviluppo, la conoscenza simpatetica col passato, la rieccitata passione del sentimento e della conoscenza, dopo che per un certo tratto di tempo parvero tutte soccorrevoli coadiutrici dello spirito oscurantista, visionario, che riplasmava il passato, hanno un bel giorno assunto una diversa natura e passano ora, e s’innalzano a volo, sui loro antichi evocatori con più vaste ali, come nuovi e più forti geni ‹proprio di quell’illuminismo› contro il quale erano stati evocati. Questo illuminismo dobbiamo ora farlo progredire – incuranti del fatto che ci sia stata una «grande rivoluzione» e di nuovo una ‹grande reazione› contro di essa, anzi che siano ancora in atto l’una e l’altra: non sono che giuochi di onde, a confronto del fluttuo veramente grande in cui ‹noi› siamo trascinati e vogliamo esserlo!”
FRIEDRICH WILHELM NIETZSCHE (1844 – 1900), “Aurora. Pensieri sui pregiudizi morali” (1881), versione di Ferruccio Masini, in “Opere di Friedrich Nietzsche”, ed. it. diretta da G. Colli e M. Montinari, vol. V, tomo I, testo critico originale stabilito da Giorgio Colli e Mazzino Montinari con la collaborazione di Sossio Giametta e Maria L. Pampaloni, Adelphi, Milano 1986 (II ed.), Libro terzo, 197 ‘L’ostilità dei Tedeschi contro l’illuminismo’, pp. 141 – 142.

“ Der ganze grosse Hang der Deutschen gieng gegen die Aufklärung, und gegen die Revolution der Gesellschaft, welche mit grobem Missverständniss als deren ‹Folge galt›: die Pietät gegen alles noch Bestehende suchte sich in Pietät gegen Alles, was bestanden hat, umzusetzen, nur damit Herz und Geist wieder einmal voll würden und keinen Raum mehr für zukünftige und neuernde Ziele hätten. Der Cultus des Gefühls wurde aufgerichtet an Stelle des Cultus’ der Vernunft, und die deutschen Musiker, als die Künstler des Unsichtbaren, Schwärmerischen, Märchenhaften, Sehnsüchtigen, bauten an dem neuen Tempel erfolgreicher, als alle Künstler des Wortes und der Gedanken. Bringen wir in Anrechnung, dass unzähliges Gute im Einzelnen gesagt und erforscht worden ist und Manches seitdem billiger beurtheilt wird, als jemals: so bleibt doch übrig, vom Ganzen zu sagen, dass es ‹keine geringe allgemeine Gefahr› war, unter dem Anscheine der voll- und endgültigsten Erkenntniss des Vergangenen die Erkenntniss überhaupt unter das Gefühl hinabzudrücken und — um mit Kant zu reden, der so seine eigene Aufgabe bestimmte — «dem Glauben wieder Bahn zu machen, indem man dem Wissen seine Gränzen wies.» Athmen wir wieder freie Luft: die Stunde dieser Gefahr ist vorübergegangen! Und seltsam: gerade die Geister, welche von den Deutschen so beredt beschworen wurden, sind auf die Dauer den Absichten ihrer Beschwörer am schädlichsten geworden, — die Historie, das Verständniss des Ursprungs und der Entwickelung, die Mitempfindung für das Vergangene, die neu erregte Leidenschaft des Gefühls und der Erkenntniss, nachdem sie alle eine Zeit lang hülfreiche Gesellen des verdunkelnden, schwärmenden, zurückbildenden Geistes schienen, haben eines Tages eine andere Natur angenommen und fliegen nun mit den breitesten Flügeln an ihren alten Beschwörern vorüber und hinauf, als neue und stärkere Genien ‹eben jener Aufklärung›, wider welche sie beschworen waren. Diese Aufklärung haben wir jetzt weiterzuführen — unbekümmert darum, dass es eine «grosse Revolution» und wiederum eine «grosse Reaction» gegen dieselbe gegeben hat, ja dass es Beides noch giebt: es sind doch nur Wellenspiele, im Vergleiche mit der wahrhaft grossen Fluth, in welcher ‹wir› treiben und treiben wollen!ˮ
FRIEDRICH WILHELM NIETZSCHE, “Morgenröthe. Gedanken über die moralischen Vorurtheile” (1881, Neue Ausgabe mit einer einführenden Vorrede 1887), Kritische Studienausgabe Herausgegeben von Giorgio Colli und Mazzino Montinari, Walter de Gruyter, Berlin-New York 2011 (8. Auflage), Band 3, Drittes Buch, 197 ʻDie Feindschaft der Deutschen gegen die Aufklärungʼ, S. 171 – 172.

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Una Risposta

  1. L’ha ribloggato su alessandrapeluso.

    13 aprile 2014 alle 20:31

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