Per noi il corpo è molto più di uno strumento o di un mezzo;è la nostra espressione nel mondo, la forma visiva delle nostre intenzioni. Non è all'oggetto fisico che il corpo può essere paragonato, quanto piuttosto all'opera d'arte. MAURICE MERLEAU-PONTY

Martin Heidegger – Il sentimento è lo stato in cui si libra l’esistenza

Martin Heidegger

Martin Heidegger

“ Un sentimento è il modo in cui ci troviamo nel nostro riferirci all’ente e quindi, al tempo stesso, anche nel nostro riferirci a noi stessi; è il modo in cui ci troviamo disposti tanto nei confronti dell’ente che non siamo quanto nei confronti dell’ente che noi stessi siamo. Nel sentimento si apre e si mantiene aperto lo stato in cui di volta in volta ci troviamo rispetto alle cose, rispetto a noi stessi e rispetto agli uomini. Il sentimento è esso stesso questo stato, aperto a sé, in cui si libra la nostra esistenza. L’uomo non è un essere pensante che in più vuole, a cui si aggiungono poi, per farlo più bello o più brutto, oltre al pensare e al volere, i sentimenti, ma l’essere nello stato del sentimento è la dimensione originaria di cui pensare e volere fanno parte. È ora importante solo vedere che il sentimento ha il carattere dell’aprire e del mantenere aperto, e quindi anche, ogni volta a suo modo, quello di chiudere.”
MARTIN HEIDEGGER (1889 – 1976), “Nietzscheˮ(1936 – 1946, I ed. 1961), a cura, trad. e postfazione di Franco Volpi, Adelphi, Milano 1994 (I ed.), Libro primo, I. ‘La volontà di potenza come arte’ (1936/1937), ‘La volontà come affetto, passione e sentimento’, pp. 62 – 63.

“ Ein Gefühl ist die Weise, in der wir uns in unserem Bezug zum Seienden und damit auch zugleich in unserem Bezug zu uns selbst finden; die Weise, wie wir uns zumal Seienden, das wie nicht sind, und zum Seienden, das wir selbst sind, gestimmt finden. Im Gefühl eröffnet sich und hält sich der Zustand offen, in dem wir jeweils zugleich zu den Dingen, zu uns selbst und zu den Menschen mit uns stehen. Das Gefühl ist selbst dieser ihm selbst offene Zustand, in dem unser Dasein schwingt. Der Mensch ist nicht ein denkendes Wesen, das auch noch will, wobei dann außerdem zu Denken und Wollen Gefühle hinzukommen, sei es zur Verschönerung oder Verhäßlichung, sondern die Zuständlichkeit des Gefühls ist das Ursprüngliche, aber so, daß zu ihm Denken und Wollen migehören. Wichtig ist jetzt nur, zu sehen, daß das Gefühl den Charakter des Eröffnens und des Offenhaltens und deshalb auch je nach seiner Art den des Verschließens hat.ˮ
MARTIN HEIDEGGER, “Nietzscheˮ, Neske, Pfullingen 1961 (I – II), Erster Band ʻDer Wille zur Macht als Kunstʼ, ʻWille als Affekt, Leidenschaft und Gefühlʼ, S. 62 – 63.

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