Per noi il corpo è molto più di uno strumento o di un mezzo;è la nostra espressione nel mondo, la forma visiva delle nostre intenzioni. Non è all'oggetto fisico che il corpo può essere paragonato, quanto piuttosto all'opera d'arte. MAURICE MERLEAU-PONTY

Justine o le disavventure della virtù

Justine o le disavventure della virtù – De Sade

justine

Justine o le disavventure della virtù è un romanzo del 1791, la prima opera pubblicata da Donatien Alphonse François de Sade

Il racconto è incentrato sulla figura di Justine, una giovane ragazza di nobile lignaggio improvvisamente divenuta orfana che, complice la sua cieca devozione al Cristianesimo, intende guadagnarsi da vivere lavorando onestamente e seguendo una rigorosa morale cattolica.
Tutti gli sforzi della ragazza sono vani: rapimenti, stupri e false incriminazioni sono solo l’inizio di una vita dolorosa. Justine viene successivamente imprigionata e liberata da personaggi sempre più perversi che la coinvolgeranno in orge, omicidi e torture, spesso vissute in prima persona dalla protagonista, che tuttavia mantiene inalterata la propria integrità morale a discapito di ciò che le accade intorno.
Nel finale, ove Justine sta per essere giustiziata per crimini a lei ingiustamente imputati, viene salvata da sua sorella Juliette che, al contrario di Justine, ha assecondato vizi e perversioni ed ha fatto fortuna.

Justine è il primo di due romanzi in cui lo scrittore espone la sua teoria su come la purezza sia capace di risvegliare le perversioni umane e di come questa non favorisca le speranze del virtuoso. L’altra visione sociale del marchese presentata nel libro, riguarda le persone diverse da Justine che, viziose e libertine, sono accettate dalla società e spesso riescono a modificare il loro ceto di appartenenza. Emblema di questa situazione è la prostituta Juliette che divenendo la favorita di un nobiluomo gode di una vita agiata e acquisisce una diversa posizione sociale.
Sade non fa sconti: denuncia la morale umana corrente: non è vero che i vizi vengono sanzionati e la virtù trionfi, è vero piuttosto il contrario come le disgrazie di Justine confermano: questo mondo è in mano ai forti viziosi contro cui nulla può il debole virtuoso, se non conformarsi alla morale trionfante: quella del vizio e della forza.  I tormenti (les supplices)  che fa subire a Justine conoscono una fine tanto brutale quanto agghiacciante:  Justine, del tutto innocente è condannata al patibolo ma viene salvata dalla sorella viziosa e trionfante.

Temi filosofici
rigetto delle tradizioni
soggettività delle idee di virtù e vizio
male dell’assolutismo anche nell’obiettivo del bene
Natura come unica dominatrice dell’uomo
la Ragione come sistema dominante non coinvolto

Temi politici e sociali
gerarchie e disuguaglianze sociali
corruzione della chiesa e della giustizia
necessità di fiducia tra le persone (lo stesso De Sade definirà questa idea un’utopia assieme al socialismo)

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