Per noi il corpo è molto più di uno strumento o di un mezzo;è la nostra espressione nel mondo, la forma visiva delle nostre intenzioni. Non è all'oggetto fisico che il corpo può essere paragonato, quanto piuttosto all'opera d'arte. MAURICE MERLEAU-PONTY

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Platone – Per il matrimonio: che giovani e ragazze danzino nudi

Plato

Platone.
– Per il matrimonio: che giovani e ragazze danzino nudi –
“ Ateniese.
Per le relazioni e le unioni matrimoniali è necessario rimuovere l’ignoranza sulla famiglia da cui proviene la sposa o alla quale va e le condizioni del patto, considerando di massima importanza non commettere errori in nessun modo, in tali scambi, nella misura del possibile. È per tale cura così seria che bisogna organizzare le feste «corali» di giovani e ragazze che danzino, che guardino e si lascino guardare nudi fin dove permette a ciascuno un giusto pudore, in limiti ragionevoli e fornendo l’età verosimili scuse. I magistrati dei «cori» si incaricheranno di curare e regolare tutto ciò e diverranno i legislatori insieme ai custodi delle leggi per quanto noi omettiamo di disporre. È necessario, come dicemmo, che, a proposito di tale materia, su tutti i molti particolari sia incompleto il legislatore e siano essi ordinati da chi ne diventa esperto anno per anno apprendendo dall’uso, e siano da questi corretti e mutati anno per anno, finché paia che tali regolamenti ed usanze abbiano raggiunto un giusto limite di perfezionamento. Un tempo giusto e sufficiente per completarne l’esperienza potrebbero essere dieci anni di sacrifici e di «danze corali», tempo questo che sarà disposto per regolare ogni cosa nel complesso ed anche nei particolari di concerto col legislatore che ha ciò istituito, finché questo vive, e alla sua morte ciascuna magistratura proporrà essa stessa ai custodi delle leggi ciò che resta da correggere nella propria giurisdizione finché si ritenga aver raggiunto ogni cosa il limite della sua perfetta realizzazione.”
PLATONE (428/427 – 347 a.C.), “Leggi”, trad. di Attilio Zadro, in ID., “Opere”, Laterza, Bari 1966, 2 voll., vol. II, VI, XV, 771e – 772c, pp. 770 – 771.

“ Ἀθηναῖος
πρὸς γὰρ δὴ τὴν τῶν γάμων κοινωνίαν καὶ σύμμειξιν ἀναγκαίως ἔχει τὴν ἄγνοιαν ἐξαιρεῖν παρ’ὧν τέ τις ἄγεται καὶ ἃ καὶ οἷς ἐκδίδωσι, περὶ παντὸς ποιούμενον ὅτι μάλιστα τὸ μὴ σφάλλεσθαι μηδαμῶς ἐν τοῖς τοιούτοις κατὰ τὸ δυνατόν. τῆς οὖν τοιαύτης σπουδῆς ἕνεκα χρὴ καὶ τὰς παιδιὰς ποιεῖσθαι χορεύοντάς τε καὶ χορευούσας κόρους καὶ κόρας, καὶ ἅμα δὴ θεωροῦντάς τε καὶ θεωρουμένους μετὰ λόγου τε καὶ ἡλικίας τινὸς ἐχούσης εἰκυίας προφάσεις, γυμνοὺς καὶ γυμνὰς μέχριπερ αἰδοῦς σώφρονος ἑκάστων. τούτων δ’ἐπιμελητὰς πάντων καὶ κοσμητὰς τοὺς τῶν χορῶν ἄρχοντας γίγνεσθαι καὶ νομοθέτας μετὰ τῶν νομοφυλάκων, ὅσον ἂν ἡμεῖς ἐκλείπωμεν τάττοντες· ἀναγκαῖον δέ, ὅπερ εἴπομεν, περὶ τὰ τοιαῦτα πάντα ὅσα σμικρὰ καὶ πολλὰ νομοθέτην μὲν ἐκλείπειν, τοὺς δ’ἐμπείρους ἀεὶ κατ’ἐνιαυτὸν γιγνομένους αὐτῶν, ἀπὸ τῆς χρείας μανθάνοντας, τάττεσθαι καὶ ἐπανορθουμένους κινεῖν κατ’ἐνιαυτόν, ἕως ἂν ὅρος ἱκανὸς δόξῃ τῶν τοιούτων νομίμων καὶ ἐπιτηδευμάτων γεγονέναι. χρόνος μὲν οὖν μέτριος ἅμα καὶ ἱκανὸς
γίγνοιτ’ἂν τῆς ἐμπειρίας δεκαετηρὶς θυσιῶν τε καὶ χορειῶν, ἐπὶ πάντα καὶ ἕκαστα ταχθείς, ζῶντος μὲν τοῦ τάξαντος νομοθέτου κοινῇ, τέλος δὲ σχόντος, αὐτὰς ἑκάστας τὰς ἀρχὰς εἰς τοὺς νομοφύλακας εἰσφερούσας τὸ παραλειπόμενον τῆς αὑτῶν ἀρχῆς ἐπανορθοῦσθαι, μέχριπερ ἂν τέλος ἔχειν ἕκαστον δόξῃ τοῦ καλῶς ἐξειργάσθαι.”
ΠΛΑΤΩΝΟΣ “Νόμοι”, in PLATO, “Laws”, by R. G. Bury, The Loeb Classical Library, Harvard University Press, Cambridge (Massachusetts) – William Heinemann, London 1961 (First Printed 1926), in two volumes, vol. I, VI, 771ε – 772ξ, pp. 458, 460.


Wilhelm Reich – Eva Reich ricorda suo padre.


“Amore e odio: Empedocle e Freud” – Federica Montevecchi


Platone: Simposio


Concetti: Amore umano e Sessualità