Per noi il corpo è molto più di uno strumento o di un mezzo;è la nostra espressione nel mondo, la forma visiva delle nostre intenzioni. Non è all'oggetto fisico che il corpo può essere paragonato, quanto piuttosto all'opera d'arte. MAURICE MERLEAU-PONTY

Articoli con tag “Aristotele

Aristotele – Misteri di Eleusi. Non imparare ma subire un’emozione

Aristotele

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“ Come sostiene Aristotele, che gli iniziati non devono imparare qualcosa, bensì subire un’emozione ed essere in un certo stato, evidentemente dopo di essere divenuti capaci di ciò.
… ciò che appartiene all’insegnamento e ciò che appartiene all’iniziazione. La prima cosa invero giunge agli uomini attraverso l’udito, la seconda invece quando la capacità intuitiva stessa subisce la folgorazione: il che appunto fu chiamato misterico da Aristotele, e simile alle iniziazioni di Eleusi (in queste difatti l’iniziato risultava modellato rispetto alle visioni, ma non riceveva un insegnamento).”
ARISTOTELE (384 a.C. – 322 a.C.) “Sulla filosofia”, in GIORGIO COLLI (1917 – 1979), “La sapienza greca”, Adelphi, Milano 1977 – 1982, 3 voll., vol. I (1981 IIIed., I ed. 1977), ‘Eleusinia’, fr. 15, 3 [A 21] a – b, pp. 107 – 109.

“ καθάπερ Ἀριστοτέλης ἀξιοῖ τοὺς τελουμένους οὐ μαθεῖν τί δεῖν, ἀλλὰ παθεῖν καὶ διατεθῆναι, δηλονότι γενομένους ἐπιτηδείους•
… τὸ διδακτικὸν καὶ τὸ τελεστικόν. τὸ μὲν οὖν πρῶτον ἀκοῇ τοῖς ἀνθρώποις παραγίνεται, τὸ δὲ δεύτερον, αὐτοῦ παθόντος τοῦ νοῦ τὴν ἔλλαμψιν, ὃ δὴ καὶ μυστηριῶδες Ἀριστοτέλης ὠνόμασε καὶ ἐοικὸς ταῖς Ἐλευσινίαις (ἐν ἐκείναις γὰρ τυπούμενος ὁ τελούμενος τὰς θεωρίας ἦν, ἀλλ’ οὐ διδασκόμενος).”
ARISTOTELES, De phil. fr. 15 Ross (Synes. Dio 10, 48 a: Mich. Psell. Schol. Ad Joh. Climc. 6, 171 [Bidez]), in GIORGIO COLLI, op. cit., ‘Eleusinia’, 3 [A 21] a –b , pp. 106 e 108.

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Aristotele – La carne non esiste indipendentemente dalla materia –

Aristotele

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“ Poiché altro è la grandezza dall’essenza della grandezza e l’acqua dall’essenza dell’acqua (e così per molte altre cose, ma non per tutte: in alcune sono lo stesso), l’anima giudica l’essenza della carne e la carne ο con facoltà differenti ο con la stessa ma altrimenti atteggiata: in realtà la carne non esiste indipendentemente dalla materia, ma, come il camuso*, è una particolare forma in una particolare materia. Quindi mediante la facoltà sensitiva giudica il caldo e il freddo e le qualità di cui la carne costituisce in qualche modo una proporzione, ma la quiddità della carne la giudica con un’altra facoltà, separata da quella sensitiva ο che ad essa si riporta come la linea curva si riporta a se stessa, quand’è drizzata.
*II camuso è la concavità nel naso, κοιλότης ἐν ῤινί, e dunque stretta unione di forma e materia. Cfr. BONITZ, ‹Ind. Ar.› 680 a 40. ”
ARISTOTELE (384 a.C. – 322 a.C.), “Dell’anima”, trad. di Renato Laurenti, in ID., “Opere”, Mondadori, Milano 2008 (su licenza di Laterza, Roma-Bari 2007 (VIII ed., I ed. 1973), 2 voll., vol. I, Libro III (Γ), 4, 429b, pp. 500 – 501.

“ Ἐπεὶ δ’ ἄλλο ἐστὶ τὸ μέγεθος καὶ τὸ μεγέθει εἶναι, καὶ ὕδωρ καὶ ὕδατι εἶναι (οὕτω δὲ καὶ ἐφ’ ἑτέρων πολλῶν, ἀλλ’ οὐκ ἐπὶ πάντων· ἐπ’ ἐνίων γὰρ ταὐτόν ἐστι), τὸ σαρκὶ εἶναι καὶ σάρκα ἢ ἄλλῳ ἢ ἄλλως ἔχοντι κρίνει· ἡ γὰρ σὰρξ οὐκ ἄνευ τῆς ὕλης, ἀλλ’ ὥσπερ τὸ σιμόν, τόδε ἐν τῷδε. Τῷ μὲν οὖν αἰσθητικῷ τὸ θερμὸν καὶ τὸ ψυχρὸν κρίνει, καὶ ὧν λόγος τις ἡ σάρξ· ἄλλῳ δέ, ἤτοι χωριστῷ ἢ ὡς ἡ κεκλασμένη ἔχει πρὸς αὑτὴν ὅταν ἐκταθῇ, τὸ σαρκὶ εἶναι κρίνει.”

ΑΡΙΣΤΟΤΕΛΟΥΣ “Περὶ ψυχῆς”, with translation, introduction and notes by R. D. Hicks, Cambridge University Press, Cambridge 1907, III., 4, 429b, 10 -18, p. 132.