Per noi il corpo è molto più di uno strumento o di un mezzo;è la nostra espressione nel mondo, la forma visiva delle nostre intenzioni. Non è all'oggetto fisico che il corpo può essere paragonato, quanto piuttosto all'opera d'arte. MAURICE MERLEAU-PONTY

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Edmund Husserl – L’espressione dei vissuti di sentimento

Edmund Husserl

Edmund Husserl

“ Tutte le formazioni di atti […], per esempio quelle della sfera del sentimento, che in se stesse non sono atti di giudizio, potrebbero giungere all’«espressione» soltanto per la via indiretta di un giudizio fondato sopra di loro.
Ma il riferire tutto il problema agli ‹atti›, alle noesi, è insufficiente, e il costante trascurare i noemi, a cui appunto è diretto lo sguardo quando si riflette sul significato, non permette di comprendere la questione. È in generale necessario, per poter giungere qui a porre correttamente i problemi, riferirsi alle diverse strutture da noi rilevate; è necessaria una conoscenza generale della correlazione noetica e noematica in quanto correlazione che attraversa tutti gli elementi intenzionali, tutti gli strati tetici e sintetici; cosí pure è necessario distinguere lo strato logico del significato dallo strato inferiore che si esprime per mezzo di esso. Occorre inoltre guadagnare l’evidenza delle direzioni che per essenza, qui come altrove nella sfera intenzionale, la riflessione può imboccare e delle direzioni in cui possono essere riscontrate delle modificazioni; ma occorre in particolare l’evidenza dei modi in cui ogni coscienza può essere convertita in una coscienza giudicativa, dei modi in cui da ogni coscienza possono essere ricavati ‹stati di cose› di specie noetica e noematica. ‹Il problema radicale›, a cui siamo infine ricondotti, come risulta dal complesso delle ultime serie di analisi di problemi, può essere formulato in questo modo:
‹Il› medium ‹del significare dotato di espressione›, questo peculiare ‹medium› del ‹logos, è specificatamente dossico? Non coincide›, quando il significare si adatta a ciò che viene significato, ‹con l’elemento dossico che si trova in ogni potenzialità›?
Naturalmente questo non escluderebbe che ci siano piú modi per esprimere, diciamo, dei vissuti di sentimento. Ma uno solo di questi modi sarebbe diretto, ossia quello della semplice espressione del vissuto (o, in riferimento al senso correlativo del termine espressione, del suo noema). Esso sarebbe ottenuto mediante l’immediato adattamento di un’espressione articolata all’articolato vissuto di sentimento, dove il dossico coinciderebbe col dossico. La forma ‹dossica›, che è inclusa nel vissuto di sentimento secondo tutte le sue componenti, sarebbe dunque quella che rende possibile l’attendibilità dell’espressione – come vissuto esclusivamente dossico – al vissuto di sentimento che, come tale e secondo tutti i suoi membri, contiene piú tesi tra cui, necessariamente, anche una tesi dossica.”
EDMUND HUSSERL (1859 – 1938), “Idee per una fenomenologia pura e per una filosofia fenomenologica” (1913), introd. di Elio Franzini, nuova edizione a cura di Vincenzo Costa, introd. del curatore dell’ed. originale di Mary Biemel, Mondadori, Milano 2008 (I ed. Einaudi, Torino 1965), Libro primo ‘Introduzione generale alla fenomenologia pura’ (trad. di Vincenzo Costa), Sezione terza ‘I metodi e i problemi della fenomenologia pura’, Capitolo quarto ‘Per la problematica delle strutture noetico-noematiche’, 127. ‘Espressione dei giudizi ed espressione dei noemi di sentimento’, pp. 314 – 315.

“ Alle zugehörigen ‹Akt›-gebilde, z.B. solche der Gemütssphäre, die in sich selbst keine Urteilsakte sind, nur auf dem Umwege über ein in ihnen fundiertes Urteilen zum «Ausdruck» kommen können. Doch ist die ganze Beziehung des Problems auf die ‹Akte›, die Noesen, unzureichend, und das beständige Übersehen der Noemata, auf die gerade bei solchen Bedeutungsreflexionen der Blick gerichtet ist, dem Verständnis der Sachen hinderlich. Überhaupt bedarf es, um hier nur zu den korrekten Problemstellungen durchdringen zu können, der Rücksichtnahme auf die verschiedenen von uns aufgewiesenen Strukturen: der allgemeinen Erkenntnis der noetischen und noematischen Korrelation als einer durch alle Intentionalien, durch alle thetischen und synthetischen Schichten hindurchgehenden; desgleichen der Scheidung der logischen Bedeutungsschicht von der durch sie auszudrückenden Unterschicht; ferner der Einsicht in die hier, wie sonst in der intentionalen Sphäre, wesensmöglichen Reflexionsrichtungen und Richtungen von Modifikationen; speziell aber bedarf es der Einsicht in die Arten, wie jedes Bewußtsein in ein Urteilsbewußtsein überzuführen ist, wie aus jedem Bewußtsein ‹Sachverhalte› noetischer und noematischer Art herauszuholen sind. Das ‹Radikalproblem›, auf das wir schließlich zurückgeführt werden, ist, wie aus dem Zusammenhang der ganzen letzten Reihen von Problemanalysen hervorgeht, so zu fassen:
‹Ist das Medium des ausdrückenden Bedeutens›, dieses eigentümliche Medium des Logos, ‹ein spezifisch doxisches›? ‹Deckt es sich› in der Anpassung des Bedeutens an das Bedeutete ‹nicht mit dem in aller Positionalität selbst liegenden Doxischen›?
Natürlich würde das nicht ausschließen, daß es mehrerlei Weisen des Ausdrucks, sagen wir von Gemütserlebnissen, gäbe. Eine einzige davon wäre die direkte, nämlich schlichter Ausdruck des Erlebnisses (bzw. für den korrelativen Sinn der Rede von Ausdruck: seines Noema) durch unmittelbare Anpassung eines gegliederten Ausdrucks an das gegliederte Gemütserlebnis, wobei Doxisches sich mit Doxischem deckte. Die dem Gemütserlebnis nach allen Komponenten innewohnende doxische Form würde es also sein, welche die Anpaßbarkeit des Ausdrucks, als eines ausschließlich doxothetischen Erlebnisses, an das Gemütserlebnis ermöglichte, das als solches und nach allen seinen Gliedern mehrfach thetisch, darunter aber notwendig auch doxothetisch ist.ˮ
EDMUND HUSSERL, “Ideen zu einer reinen Phänomenologie und phänomenologischen Philosophieˮ (in ʻJahrbuch für Philosophie und phänomenologische Forschungʼ, Max Niemeyer, Halle 1913), in “Husserliana. Edmund Husserl gesammelte Werkeˮ, neu herausgegeben von Kral Schuhmann, Nijhoff, Den Haag 1976, Band III/1, Text der 1.-3. Auflage, Erstes Buch ʻAllgemaeine Einfürung in die reine Phänomenologieʼ, Dritter abschnitt ʻZur Methodik und Problematik der reinen Phänomenologieʼ, Viertes Kapitel ʻZur Problematik der noetisch-noematischen Strukturenʼ, § 127. ʻAusdruck der Urteile und Ausdruck der Gemütsnoemeʼ, S. 292 – 293.

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Edmund Husserl. – Soggettività: esperienza interna, esperienza del mondo –

Edmund Husserl
Edmund Husserl.
– Soggettività: esperienza interna, esperienza del mondo –
“ Quel che qui importa è la possibilità e il senso di [un’] esperienza puramente psichica («esperienza interna»), il metodo di questa purificazione e ciò che essa serba in quanto puramente esperito; parimenti una riprova della possibilità di una conchiusa infinità e continuità di una simile esperienza, col suo correlato, costituito da un campo di esperienza infinito e tuttavia onnilateralmente chiuso (in primo luogo: la corrente di coscienza).
2) La pura soggettività di coscienza, la coscienza pura, quella stessa che, compiuta l’astrazione metodica […], riveste il senso di una regione conchiusa e provvista di un’essenza peculiare ‘nell’ambito’ del mondo reale già dato, può essere vista, previa modificazione dell’atteggiamento metodico della psicologia, e in particolare di una psicologia «pura», in senso fondamentalmente ed essenzialmente diverso. Essa viene allora a designare non più una vera regione astratta nell’ambito del mondo: piuttosto, in base al nuovo atteggiamento (l’atteggiamento «trascendentale»), essa assume il senso, fondamentalmente ed essenzialmente nuovo, di una regione assolutamente autonoma, le cui datità di esperienza sono pure e quindi non mondane, irreali, poiché in questo nuovo atteggiamento, di ogni esperienza del mondo è metodicamente sospesa la validità. La scienza della soggettività trascendentale basata sull’autoesperienza ‘trascendentale’ (la fenomenologia trascendentale) non hai mai, a differenza della psicologia pura, quale terreno già dato il mondo dell’esperienza in quanto mondo preliminarmente essente, e quindi non ha neppure nella validità dell’esperienza e come temi scientifici gli uomini e gli animali; essa ha tuttavia la coscienza pura, non più come una componente astratta, bensì in quanto assolutamente essente.”
EDMUND HUSSERL (1859 – 1938), “Idee per una fenomenologia pura e per una filosofia fenomenologica” (“Ideen zu einer reinen Phänomenologie und phänomenologischen Philosophie. Erstes Buch: Allgemeine Einführung in die reine Phänomenologie”, in ʻJahrbuch für Philosophie und phänomenologische Forschungʼ, Max Niemeyer, Halle a. d. S. 1913), introd. di Elio Franzini, nuova edizione a cura di Vincenzo Costa, introd. del curatore dell’ed. originale di Mary Biemel, Mondadori, Milano 2008 (I ed. Einaudi, Torino 1965), ʻAppendici al libro primoʼ, ʻAppendice IXʼ (a.p.) 59 (autunno 1929), p. 396.