Per noi il corpo è molto più di uno strumento o di un mezzo;è la nostra espressione nel mondo, la forma visiva delle nostre intenzioni. Non è all'oggetto fisico che il corpo può essere paragonato, quanto piuttosto all'opera d'arte. MAURICE MERLEAU-PONTY

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Sgalambro: lo scarto tra cose e idee — Sentieri erranti

Definisco il pensare come l’attenzione per tutto ciò che non è se stessi o l’attenzione per se stessi ma come se non lo si fosse. Per gli equivoci che causa, sono propenso a usare invece di “pensare”, “essere attento” e al posto di “pensiero”, “attenzione”. Uno dei benefici sarebbe quello di lasciare “pensiero” all’uso corrente. […]

via Frammenti 6. Sgalambro: lo scarto tra cose e idee — Sentieri erranti


Manlio Sgalambro e la potenza vitale

Manlio Sgalambro

Manlio Sgalambro

“Io appartengo al sistema solare. Il resto non mi dice niente. Le stelle che vedo a occhio nudo, la luna che percepisco quasi con tenerezza, insomma quello che fa parte di questo sistema mi commuove e ne ho un senso vivissimo di partecipazione. Mi sento intimo a una stella più che a qualcuno con cui ho spartito il mio vivere quotidiano. […] Quel che esso può, ci dà. In questa immagine è compresa la sua morte stessa. […] Si morirà del tutto quando morirà il sistema solare, e anche i morti morranno nuovamente. Ma esso ci ha portato, ci ha fatto da padre e da madre. Il sentimento di appartenenza a questo sistema ci ritaglia uno spazio nel vagare cosmico. Qui sono le radici, questa è la nostra ‘cara patria’ cercata invano nella fallacia e nelle lusinghe. Ma il sentimento di contemporaneità a quel momento in cui il ‘FIAT’ si disgrega – It’s all in pieces – ci dà la misura e ci impone una norma. A partire da esso si svegliano le sopite energie morali, e guardiamo in faccia ciò che vi è di comune. E la prima umanità si ricongiunge all’ultima. E, ciò che non è possibile al genere umano mentre è in balìa delle potenze vitali, la sospensione della vita nella bellezza o nella contemplazione e, nell’istante, una forte commossa immaginazione ci indicano entrambe quel che avrebbe potuto essere, e ciò che è si impregna del nostro rimpianto”.
Manlio Sgalambro